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Regime forfettario 2027, novità manovra: cosa fare ora

Il team di BoneBook 6 min di lettura

Regime forfettario 2027, novità manovra: cosa fare ora

Il regime forfettario 2027 potrebbe avere una soglia più alta: la manovra propone di portare il limite da 85.000 a 100.000 euro, ma solo ai fini delle imposte sui redditi. Per l'IVA il tetto resterebbe a 85.000 euro. Non è ancora legge: il disegno di legge di bilancio è arrivato alla Camera e può cambiare strada facendo.

Se hai un salone, un centro estetico, uno studio o lavori in cabina in partita IVA forfettaria, qui sotto trovi cosa è stato scritto, cosa è ancora incerto e cosa chiedere al tuo commercialista prima di fine anno.

Cosa è successo e quando?

Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge di bilancio 2027 il 28 ottobre 2026 (comunicato n. 195). Il testo è stato reso disponibile il 30 ottobre ed è ora in esame in Parlamento. Secondo le ricostruzioni, l'approvazione definitiva è attesa entro il 31 dicembre 2026.

Per il forfettario le fonti che ho consultato riportano questo:

  • la soglia di accesso passa da 85.000 a 100.000 euro per le imposte sui redditi e le addizionali (la modifica riguarderebbe l'articolo 9 del disegno di legge e il TUIR);
  • il limite per l'esenzione IVA resta a 85.000 euro, perché serve l'autorizzazione dell'Unione europea. La premier ha parlato di «un anno per negoziare» con la Commissione;
  • l'imposta sostitutiva resta al 15%, con il 5% per i primi cinque anni di attività se ci sono i requisiti;
  • la relazione tecnica stimerebbe circa 41.000 contribuenti interessati e un costo di circa 300 milioni l'anno.

Il testo non chiarisce tutto. Per esempio il comunicato non indica con precisione da quando si applichi la nuova soglia: alcune fonti ipotizzano il 1° gennaio 2027, ma è un'ipotesi da confermare sul testo finale.

Il regime forfettario 2027 cambia davvero se incasso tra 85.000 e 100.000 euro?

Sì, e qui la cosa si fa interessante. Oggi, se superi 85.000 euro (conteggiati per cassa, cioè quello che incassi) ma resti sotto i 100.000, rimani nel regime per quell'anno e ne esci dall'anno dopo. Sopra i 100.000 euro esci subito.

Con la proposta, nella fascia 85.001–100.000 euro resteresti nel forfettario per le imposte, ma dovresti applicare l'IVA in fattura e tenere gli adempimenti IVA ordinari (liquidazioni, versamenti, dichiarazione annuale). Come funzioni nel dettaglio non è ancora chiaro: quale incasso faccia scattare l'IVA, come si detraggano gli acquisti, quali norme transitorie ci siano.

Per un'attività di servizi alla persona questo conta molto. Chi paga la tua prestazione è quasi sempre un privato, che l'IVA non la scarica. Se devi aggiungerla, o alzi i prezzi o ti resta meno in tasca.

Un esempio per capire (numeri inventati, solo per ragionare)

Immagina una parrucchiera che lavora con una sola poltrona e chiude l'anno a 92.000 euro di incassi. Oggi uscirebbe dal forfettario l'anno successivo. Con la proposta potrebbe restare con l'imposta al 15%, ma dovrebbe gestire l'IVA. Se un taglio e colore costa 80 euro e quegli 80 euro diventano il prezzo "al netto", il cliente se ne ritrova circa 98 sul conto, oppure lei incassa meno. Sono scelte da fare con il commercialista, non a occhio.

Cosa c'è sul limite dei redditi da lavoro dipendente?

Qui le fonti non sono d'accordo, quindi niente certezze.

Il requisito di legge è questo: per stare nel forfettario non devi aver avuto, l'anno prima, redditi da lavoro dipendente o pensione sopra una certa cifra. Il limite ordinario è 30.000 euro; per il 2025 e il 2026 è stato portato a 35.000 euro con proroghe.

  • Alcune ricostruzioni dicono che la manovra confermi i 35.000 euro anche per il 2027.
  • Altre analisi osservano che il comunicato non cita alcuna proroga e che, a norme invariate, dal 2027 il limite tornerebbe a 30.000 euro.

Perché ti riguarda: se fai la estetista in partita IVA ma hai ancora un contratto part-time, o prendi una pensione, e nel 2026 quel reddito sta tra 30.000 e 35.000 euro, la differenza può farti uscire dal regime dal 1° gennaio 2027. Il testo definitivo dirà se la proroga c'è. Intanto conviene sapere dove ti trovi.

Chi riguarda davvero questa novità?

Non tutti allo stesso modo:

Situazione Cosa cambia (se la proposta passa)
Incassi sotto 85.000 euro Nulla di nuovo, sei già dentro il regime
Incassi tra 85.001 e 100.000 euro Resti nel forfettario per le imposte, ma con IVA in fattura
Incassi sopra 100.000 euro Regime ordinario: le regole di uscita vanno verificate sul testo finale (qualche fonte parla di una soglia di uscita più alta, non confermata)
Dipendente o pensionato con partita IVA Dipende dal limite di reddito da lavoro dipendente: 30.000 o 35.000 euro
Hai in mente di aprire o di crescere Il tetto più alto lascia più spazio, ma l'IVA oltre 85.000 euro va messa nel conto

Tipicamente il salto riguarda chi lavora da solo o con pochi collaboratori e ha agenda sempre piena: un barbiere con le sedie occupate dal lunedì al sabato, una titolare di centro estetico che ha cabine molto richieste. Restare sotto 85.000 euro è già un traguardo per molti; per chi ci è vicino, la novità può evitare un cambio di regime improvviso.

Cosa devo fare adesso, passo per passo?

  1. Calcola quanto hai incassato finora nel 2026. Conta gli incassi, non le fatture emesse. Aggiungi una stima realistica per novembre e dicembre.
  2. Guarda dove sei rispetto a 85.000 e 100.000 euro. Se sei vicino alla prima, è il momento di parlarne.
  3. Controlla i tuoi redditi da lavoro dipendente o pensione del 2026. Se sei tra 30.000 e 35.000 euro, scrivilo e portalo al commercialista.
  4. Chiedi al commercialista tre cose precise: da quando si applicherebbe la nuova soglia, come funzionerebbe l'IVA nella fascia 85.001–100.000 euro e se la proroga dei 35.000 euro è nel testo.
  5. Non cambiare prezzi o organizzazione sulla base di una notizia. Aspetta il testo approvato; intanto prepara due scenari.
  6. Tieni d'occhio la fine dell'anno. Tra novembre e dicembre le modifiche possono arrivare con emendamenti.

Come tenere sotto controllo gli incassi durante l'anno?

Molti titolari scoprono a dicembre di essere vicini alla soglia. Un modo semplice è guardare ogni mese il totale incassato e confrontarlo con il tetto. I numeri ufficiali sono quelli del tuo registro e del commercialista, ma un'agenda ordinata ti dà un'idea in anticipo.

Se usi un programma di prenotazioni, le statistiche di BoneBook mostrano appuntamenti e fatturato stimato (calcolato sul prezzo dei servizi) con confronto sul periodo precedente. Servono per capire l'andamento, non per la contabilità: BoneBook non emette fatture e non è un registratore di cassa.

Un'altra cosa da sapere con il commercialista: acconti, pacchetti di sedute e gift card sono incassi, e quando vanno contati nel tuo caso lo stabilisce lui. Se li gestisci online, tieni traccia di date e importi: li trovi anche tra acconti e pagamenti online.

Se devo aggiungere l'IVA, come cambia il mio listino?

Se la proposta passasse com'è, chi supera 85.000 euro dovrebbe decidere come presentare i prezzi. Qualche idea da valutare con il commercialista:

  • guarda quali servizi ti fanno guadagnare di più per ora di lavoro e quali meno;
  • se pensi di alzare i prezzi, fallo in modo chiaro e per tutti, non cliente per cliente;
  • ricorda che il cliente finale vede il prezzo finito: meglio comunicarlo con calma, magari con un avviso prima delle nuove tariffe.

Per chi lavora in salone o in centro, nelle pagine dedicate a parrucchieri e centri estetici trovi come organizzare agenda e servizi, ma il tema fiscale resta tuo e del tuo consulente.

Dove verificare le informazioni?

  • Il comunicato del Consiglio dei ministri n. 195 del 28 ottobre 2026 e il testo del disegno di legge di bilancio alla Camera sono le fonti primarie.
  • Per i requisiti vigenti vale la legge 190/2014 (art. 1, commi 54-89); da 2027 se ne parla in riferimento alla nuova disciplina del TUIR.
  • Il Dipartimento delle Finanze ha aperto una consultazione sul forfettario dal 21 ottobre al 18 novembre 2026: riguarda la valutazione degli effetti dell'innalzamento a 85.000 euro già avvenuto, non la proposta attuale.
  • Per un riassunto leggibile: FISCOeTASSE sul testo, Fiscomania sul comunicato.

Da dove iniziare questa settimana

  • Scarica o annota gli incassi del 2026 e calcola dove sei.
  • Segna il tuo reddito da lavoro dipendente o pensione, se ce l'hai.
  • Fissa una telefonata con il commercialista prima di Natale con le tre domande qui sopra.
  • Aspetta il testo finale prima di decidere su prezzi, assunzioni o cambi di regime.

Domande frequenti

La soglia del forfettario a 100.000 euro è già in vigore?+

No. È una proposta contenuta nel disegno di legge di bilancio 2027, approvato dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre 2026 e ora all'esame del Parlamento. Fino all'approvazione definitiva valgono le regole attuali.

Con 100.000 euro di soglia si paga l'IVA?+

Secondo quanto riportato, il limite per l'esenzione IVA resterebbe a 85.000 euro, perché serve l'autorizzazione europea. Tra 85.001 e 100.000 euro resteresti nel forfettario per le imposte sui redditi, ma con IVA in fattura. I dettagli operativi non sono ancora definiti.

Posso restare forfettario se ho anche un lavoro dipendente?+

Sì, se il reddito da lavoro dipendente o da pensione dell'anno precedente non supera il limite previsto. Oggi per il 2026 è 35.000 euro; per il 2027 le fonti divergono tra 35.000 e 30.000 euro, quindi chiedi conferma al commercialista.

Quali incassi contano per la soglia?+

Nel forfettario si conta per cassa, cioè quanto incassi nell'anno, non quanto fatturi. Come trattare acconti, pacchetti e gift card nel tuo caso specifico è una domanda da fare al commercialista.

Quando saprò se la proposta è diventata legge?+

Dopo l'esame di Camera e Senato, con l'approvazione definitiva attesa entro il 31 dicembre 2026. Il testo può cambiare con gli emendamenti, quindi conviene aspettare la versione finale prima di cambiare prezzi o organizzazione.

Fonti

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