bonebook

Listino prezzi parrucchiere: guida per farlo passo passo

Il team di BoneBook 8 min di lettura

Listino prezzi parrucchiere: guida per farlo passo passo

Per fare un listino prezzi parrucchiere che regga nel tempo devi partire dal costo di un minuto del tuo lavoro: sommi tutto quello che il salone costa in un mese, lo dividi per i minuti che riesci a vendere davvero e poi moltiplichi per il tempo di ogni servizio. Aggiungi prodotti e margine, e solo alla fine decidi come presentare le cifre: categorie chiare, supplementi per lunghezza e un foglio facile da leggere.

Qui sotto trovi il metodo in ordine, con le formule ma senza numeri inventati: i valori li metti tu, partendo dai tuoi conti.

Come si calcola il costo al minuto in un salone?

Il costo al minuto è quanto ti costa tenere aperta la poltrona per sessanta secondi. Si calcola in tre passaggi.

  1. Somma i costi fissi mensili. Affitto, utenze, commercialista, assicurazione, software e abbonamenti, pulizie, biancheria, rate di attrezzature e arredi. Prendi gli importi dagli ultimi estratti conto e dalle fatture, non a memoria.
  2. Aggiungi il compenso di chi lavora. Se hai dipendenti, il costo complessivo a tuo carico per ciascuno (chiedilo al consulente del lavoro). Per te titolare, lo stipendio che vuoi portare a casa, più le tasse e i contributi che devi mettere da parte. Molti titolari dimenticano proprio questa voce e finiscono per lavorare gratis.
  3. Dividi per i minuti vendibili. Non i minuti di apertura: quelli in cui hai davvero un cliente in poltrona. Parti dalle ore di lavoro al mese e togli pause, pulizie, ordini, telefonate, ferie e i buchi in agenda che di solito hai.

La formula è questa:

Costo al minuto = (costi fissi del mese + compensi del mese) ÷ minuti vendibili del mese

Se lavori con un team, fai il calcolo anche per ogni professionista: una colorista senior e un'apprendista non hanno lo stesso costo né la stessa resa. Per i minuti vendibili usa un dato onesto, preso dalla tua agenda degli ultimi mesi. Se non lo sai, è già un'informazione utile: significa che oggi stai prezzando a occhio.

Qual è la differenza tra minuti di poltrona e minuti di lavoro?

Sono due cose diverse, e confonderle falsa i prezzi.

  • Minuti di poltrona: il tempo in cui la cliente occupa il posto, compresa la posa del colore.
  • Minuti di mani: il tempo in cui stai davvero lavorando su di lei.

Durante la posa di una colorazione puoi seguire un'altra cliente, quindi quei minuti non sono tutti «tuoi». Ma la poltrona, il lavatesta e lo spazio restano occupati. Un criterio semplice: conta per intero i minuti di mani e una parte dei minuti di posa, scegliendo tu la quota in base a quanto riesci davvero a incastrare altri servizi. Scrivila e usala sempre uguale.

Come si calcola il prezzo di un singolo servizio?

Per ogni servizio ripeti lo stesso calcolo:

Prezzo = (minuti × costo al minuto) + prodotti usati + margine

  1. Cronometra la durata reale. Per una settimana segna inizio e fine di ogni servizio. La durata che scrivi in agenda deve essere quella che serve davvero.
  2. Calcola i prodotti. Per il colore pesa le quantità e ricava il costo dalla fattura del fornitore. Per shampoo, maschere e lacca basta una stima per cliente, rivista ogni tanto.
  3. Aggiungi il tuo margine. È la parte che serve a investire, formarti, coprire gli imprevisti e crescere. Se non la metti nel prezzo, non esiste.
  4. Controlla il prezzo finale. Quello che esponi è quello che paga il cliente. Se sei in regime forfettario non addebiti IVA in fattura; se applichi l'IVA, il listino per i privati deve mostrare il prezzo finale. Per i dettagli sul tuo caso chiedi al commercialista.

Un esempio pratico: il barbiere che fa solo taglio e barba ha pochi servizi, tempi molto ripetibili e quasi nessun prodotto consumato. Gli basta una riga per il taglio, una per la barba e una per il combinato, con il tempo reale scritto accanto. Il salone con colore e schiariture ha molte più variabili, e per questo servono le regole sui supplementi che vedi più sotto. Chi ha un team di parrucchieri può trovare altre idee di organizzazione nella pagina dedicata a BoneBook per parrucchieri.

Come si struttura un listino prezzi parrucchiere: taglio, colore e trattamenti?

Raggruppa i servizi per categorie, nell'ordine in cui il cliente li cerca. Un listino che si legge in trenta secondi vende meglio di uno completo ma pieno di righe.

Categoria Cosa ci metti Come indicare il prezzo
Taglio e piega Taglio, piega, taglio + piega, frangia, taglio uomo/bambino Prezzo fisso o «da», con il tempo indicativo
Colore Ricrescita, colore completo, riflessi, schiariture, toni «Da», con supplementi per lunghezza e densità
Trattamenti Ricostruzione, idratazione, cheratina, cura del cuoio capelluto Prezzo fisso per tipo di trattamento
Sposa e cerimonia Prova, acconciatura, servizio a domicilio Su preventivo, con base di partenza indicata
Extra Maschere veloci, aggiunte al servizio Prezzo fisso, indicato come aggiunta

Quando conviene scrivere «da» e quando il prezzo fisso?

Il prezzo fisso va bene dove il lavoro è prevedibile: taglio, piega standard, un trattamento definito. Il «da» serve dove cambiano materiali e tempi: colore, schiaritura, acconciature elaborate. Evita però di scrivere «da» ovunque: se tutto è «da», il cliente non capisce quanto spenderà e arriva alla cassa diffidente.

Per le lavorazioni lunghe, aggiungi una frase semplice: «Il prezzo definitivo viene concordato in consulenza prima di iniziare». Dire il prezzo prima del servizio è la regola che evita il 90% delle discussioni alla cassa, e rende il rapporto più sereno.

Come si calcolano i supplementi per lunghezza e densità dei capelli?

I capelli lunghi e folti richiedono più tempo e più prodotto. I supplementi servono a far pagare questa differenza in modo trasparente, senza trattare caso per caso.

  1. Definisci le fasce con punti di riferimento visibili, per esempio: corti, sopra le spalle, sotto le spalle, a metà schiena, oltre. Un riferimento fisico sul corpo evita equivoci.
  2. Misura il tempo extra. Fai tre o quattro lavori per fascia e segna quanti minuti in più servono rispetto alla fascia base.
  3. Misura il prodotto extra. Pesa il colore in più o il trattamento in più usato.
  4. Calcola il supplemento con la stessa formula: minuti extra × costo al minuto + prodotto extra.
  5. Scrivilo accanto al servizio, non in una pagina a parte. Il cliente deve capire subito quanto pesa la sua lunghezza.

Un modo pulito di presentarlo è una piccola griglia sotto la categoria colore:

Lunghezza Supplemento
Corti incluso nel prezzo base
Medi + X €
Lunghi + Y €
Extra lunghi + Z €

(X, Y e Z li ricavi dal calcolo del punto 4.) Per densità e doppia decolorazione puoi usare un'unica dicitura: «+ in base a quantità di prodotto e tempo, stabilito in consulenza».

Come si prezza il tempo che il cliente non vede?

La consulenza iniziale, la prova colore, il colloquio prima di una schiaritura importante sono lavoro vero. Hai due strade: includerli nel prezzo del servizio, oppure dichiarare una riga a parte, eventualmente detraibile se il cliente poi prenota. In entrambi i casi decidilo prima e scrivilo nel listino. Lo stesso vale per i ritocchi: se prometti un ritocco gratuito entro un certo periodo, indica il periodo.

Se vendi più sedute di uno stesso trattamento o regali un servizio, ti serve anche una regola chiara su validità e prezzo: ne parliamo più avanti con pacchetti e carte regalo.

Come si presenta un listino prezzi da stampare e da pubblicare?

Un listino bello ma illeggibile non serve. Segui questa checklist per la versione stampata:

  • Un foglio, massimo due facciate. Se ci vuole una lente, hai troppe righe.
  • Categorie in evidenza, con titolo grande, e le voci in ordine di richiesta.
  • Carattere leggibile a un metro e mezzo di distanza, senza grafie decorative.
  • Prezzi allineati sulla destra, così l'occhio scorre in verticale.
  • La data di aggiornamento in fondo, per esempio «Listino aggiornato a novembre 2026».
  • Note essenziali: come si calcolano i supplementi, cosa succede se il cliente non si presenta, come si paga.
  • Un QR code verso la tua pagina di prenotazione, così chi legge può prenotare subito.

Dove devi esporre il listino?

Esponilo in un punto visibile in salone, vicino alla cassa o all'ingresso. Per i servizi alla persona gli obblighi di esposizione delle tariffe dipendono dal Codice del consumo, dalla legge quadro sull'attività di acconciatore e, in molti casi, da regolamenti regionali e comunali. Non ho trovato nelle fonti ufficiali un testo unico che valga per tutti: per questo ti consiglio di chiedere al tuo Comune (SUAP) o alla tua associazione di categoria cosa si applica nella tua zona. Se sei sanzionato è un problema, quindi meglio verificare oggi che scoprirlo con un controllo.

Pubblica poi lo stesso listino ovunque: sul sito, nelle storie in evidenza su Instagram, nella scheda Google dell'attività e nella pagina di prenotazione. Prezzi diversi in posti diversi sono il modo più veloce per perdere fiducia. Se i servizi online hanno durata e prezzo indicati, il cliente sceglie con più calma; con BoneBook per esempio ogni servizio compare in categorie con durata e prezzo, e puoi importare l'elenco da un file CSV invece di riscriverlo a mano.

Come aggiornare il listino senza far arrabbiare i clienti?

  • Rivedilo a scadenze fisse, per esempio una volta l'anno, e quando cambiano in modo evidente affitto, fornitori o personale.
  • Avvisa prima. Un cartello in salone e un messaggio ai clienti abituali qualche settimana prima, con una frase semplice: cosa cambia e da quando.
  • Spiega il perché in una riga, senza giustificarti troppo.
  • Non toccare tutto insieme se non serve: a volte basta ritoccare i servizi dove il margine è più basso.

Per capire quali servizi vendi di più e dove guadagni meglio ti serve guardare i dati. Se usi un gestionale, la sezione statistiche mostra i servizi più venduti e la facturazione stimata per professionista, utile per decidere dove ritoccare i prezzi. Se invece lavori con carta e penna, bastano un mese di agenda e un foglio di calcolo.

Un listino chiaro aiuta anche a far tornare i clienti: sul tema trovi altre idee in come farli tornare con appuntamento.

Da dove cominciare oggi: i passi pratici

  1. Raccogli i costi degli ultimi tre mesi e calcola il costo al minuto, per te e per ogni collaboratore.
  2. Cronometra una settimana di servizi per sapere le durate reali.
  3. Pesa i prodotti di tre o quattro servizi tipici di colore e di trattamento.
  4. Ricalcola i prezzi con la formula e confrontali con il listino attuale: capisci subito quali servizi stai regalando.
  5. Definisci le fasce di lunghezza e i supplementi.
  6. Impagina un solo foglio, con data e QR code, e fallo rileggere a un cliente di fiducia: se capisce tutto al primo colpo, è pronto.
  7. Chiedi al Comune o all'associazione di categoria cosa serve esporre nella tua zona, e pubblica lo stesso listino su tutti i canali.

Fai il primo passo questa settimana: anche solo sapere quanto ti costa un minuto cambia il modo in cui parli di prezzi con i clienti.

Domande frequenti

Il listino prezzi del parrucchiere è obbligatorio?+

Per i servizi alla persona l'obbligo di rendere noti i prezzi deriva dalle norme sulla trasparenza verso il consumatore e, in molti casi, da regolamenti regionali o comunali. Non esiste una regola unica facile da citare, quindi chiedi al tuo Comune (SUAP) o alla tua associazione di categoria cosa vale nella tua zona.

Meglio scrivere il prezzo fisso o «da»?+

Fisso per i servizi prevedibili, come taglio e piega standard. «Da» per colore e schiariture, dove cambiano lunghezza, densità e prodotto. In quel caso concorda il prezzo definitivo in consulenza prima di iniziare.

Come faccio a sapere quanto costa un minuto di lavoro?+

Somma i costi fissi del mese e i compensi, compreso il tuo, e dividi per i minuti che vendi davvero in un mese. Calcolali partendo dalla tua agenda reale, non dalle ore di apertura.

Come gestisco i supplementi per capelli lunghi?+

Definisci fasce con riferimenti visibili, come spalle o metà schiena, misura tempo e prodotto in più per ciascuna e scrivi il supplemento accanto al servizio. Così il cliente sa subito quanto spenderà.

Ogni quanto conviene aggiornare il listino?+

Almeno una volta l'anno e ogni volta che cambiano in modo evidente i tuoi costi. Avvisa i clienti qualche settimana prima, con un cartello e un messaggio, spiegando cosa cambia e da quando.

Fonti

La tua agenda, con le prenotazioni in automatico

Prova BoneBook 14 giorni gratis: la tua pagina di prenotazione con il tuo marchio, senza commissioni.

Prova gratis per 14 giorni

Continua a leggere